Dalla mostra fotografica sui 150 anni dell’unità d’Italia
ROMA – "Equità sociale e crescita" è lo slogan più cliccato dai lettori di Repubblica.it nel sondaggio sulle parole chiave del tempo nuovo: la fase, politica ma anche culturale, che si è aperta dopo la fine del governo Berlusconi. In tutto hanno votato 60 mila persone e quest’opzione è stata scelta dal 13 per cento dei partecipanti. Subito dopo, in seconda posizione con il 12 per cento delle preferenze, c’è un altro binomio. Sulla stessa lunghezza d’onda. E’ "rigore e giustizia sociale". Non ci sono dubbi, insomma, su quali siano i valori considerati fondamentali, in qualche modo emblematici sul piano della discontinuità. Massimo Arcangeli, che dirige l’Osservatorio linguistico della Zanichelli, analizza le risposte fornite nel sondaggio del nostro sito.
TABELLA – I RISULTATI DEL SONDAGGIO
"In queste risposte c’è la lettura della crisi – dice Arcangeli – c’è la richiesta pressante di una riduzione delle diseguaglianze. C’è il segnale che le sperequazioni sono avvertite come sempre più intollerabili. C’è dentro la domanda di una redistribuzione delle ricchezze, di un taglio dei privilegi della politica, c’è anche la consapevolezza che ci si prepara a un periodo difficile, di sacrifici. Ma mi ha colpito anche la scelta ricorrente della parola dignità (ndr, votata dal 7 per cento, quinto posto nella classifica del sondaggio). Si reclama, secondo me, un recupero di dignità della persona, che passa anche attraverso una riqualificazione del lavoro, contro la frustrazione per lo struttamento e l’ipocrisia della flessibilità a tutti i costi".
Crescita ed equità sociale – le parole più votate – sono le stesse scelte da Mario Monti per il suo primo discorso dopo l’incarico, il 13 novembre, al Quirinale. E nel primo intervento davanti al Senato, durante il dibattito sulla fiducia. "Non è un caso – dice il linguista – è la prova che il neopremier, al di là del grigiore un po’ professorale, ha saputo scegliere la chiave giusta. Parla un linguaggio di verità. Dietro il concetto di equità c’è l’ineluttabilità dei sacrifici in vista. Ma parlando di crescita Monti sa uscire dal pessimismo e dalla rassegnazione, e dare una spinta forte a reagire".
A proposito, nel sondaggio le opzioni che contengono le parole futuro, ottimismo, fiducia, riscatto sono le meno votate. "Indubbiamente questo evidenzia una componente di pessimismo – dice Arcangeli – ma io ci vedo anche un segno di discontinuità positivo. Si dice basta all’ottimismo di facciata, alle parole svuotate di contenuto, per ripartire da un principio di verità".
Tra gli slogan più votati – terza e quarta posizione – ci sono "il tempo dell’essere dopo gli anni dell’apparire" e "mai più", che appaiono evidentemente polemici rispetto all’era del berlusconismo. "Indubbiamente – spiega il linguista – in queste risposte c’è la speranza che il berlusconismo sia veramente finito. Soprattutto per quella che è stata la sua quintessenza: il dominio dell’apparenza, basata su una comunicazione non molto diversa dalla pubblicità, a partire dalla promozione della vita stessa del leader alla stregua di un film. E’ un basta all’uso delle parole svuotate di significato". Questa forte insofferenza nei confronti del berlusconismo può rappresentare un handicap, in tempi di larghe intese? "Indubbiamente esiste una frattura nel Paese – conclude Arcangeli – ma non credo sia irriducibile. E, comunque, io tornerei al punto iniziale. La scelta di equità sociale e crescita come opzione più votata vuol dire che siamo pronti per la ripartenza. E’ un segnale di speranza".